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L’Etiopia è una democrazia giovane… molto spesso noi occidentali ce ne dimentichiamo. Se siamo operatori dei media ci comportiamo come se i nostri diritti fossero garantiti… Ma non voglio entrare in polemica con nessuno e riportare semplicemente una storia o almeno 4 righe di una storia triste e per nulla chiara.
L’1 luglio 2011 il fotografo Johan Persson ed il reporter Martin Schibbye vengono arrestati in Etiopia dalle forze di sicurezza etiopi. Erano entrati in Etiopia dalla Somalia e stavano indagando sulla possibile violazione dei diritti umani nella regione etiope dell’ Ogaden con la presunta complicità anche di alcune compagnie petrolifere. Ripeto POSSIBILE e PRESUNTA. L’unico crimine di cui si sono sicuramente macchiati è quelo di essere entrati in Etiopia senza visto.
Persson e Schibbye sono stati accusati di essere complici dell ONLF (Ogaden National Liberation Front),e mentre l’accusa di PARTECIPAZIONE ad ATTIVITÀ’ terroristiche e decaduta il 21 dicembre 2011 sono stati condannati di complicità con l’OLF ed ora stanno aspettando la sentenza che potrebbe condannarli a oltre 15 anni di reclusione.
Qui un link al loro lavoro (in svedese credo): http://www.aftonbladet.se/nyheter/article14032575.ab
Qui il sito che si batte per la loro liberazione: http://www.martinandjohan.org/
Qui la BBC: http://www.bbc.co.uk/news/world-africa-16337291
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Cosa: vulcano Erta Ale
Dove: Corno d’Africa, Etiopia, Dancalia
Difficoltà: Alta per le macchine, medio bassa per gli uomini
E’ necessario un buon grado di adattamento.
Per organizzare il vostro viaggio in Etiopia potete scrivere a: vittore@vittorebuzzi.it o viaggio Etiopia
Sole, caldo, tetto in metallo della macchina scotta… Sobbalzi crudeli mettono a dura prova le nostra schiene… Il piccolo convoglio attraversa la piana di fine sabbia bianca e si avvicina al campo base dell’ Erta Ale uno dei pochi vulcani al mondo con un lago di lava al centro della caldera.
I miei compagni di viaggio diventano silenziosi, il vulcano non si vede ma la sua presenza incombe e lentamente occupa le nostre teste i nostri pensieri, l’avvicinamento ci costringe a recuperare la macchina di appoggio con cucina e vettovaglie che si è insabbiata pesantemente.
Dal nulla accecante compaiono all’improvviso curiose bambine Afar. Vincono piano la paura e si avvicinano solo così per vederci. Il flusso dei turisti a fine gennaio si sta esaurendo. Il viaggio all’ Erta Ale non ha mai attirato troppe persone ma negli ultimi anni sicuramente in molti si sono recati a rendere omaggio al vulcano e questo ha di fatto aperto un importante capitolo economico per le popolazioni locali.
La strada sale e le rocce acuminate prendono il posto della sabbia. Qui una volta si proseguiva a piedi e le due giornate di trekking per andare e tornare scoraggiavano la maggior parte della persone. Quattro giorni da sacrificare per vedere un vulcano non sono,per molti, del tutto concepibili in un mondo in cui tutto si misura in secondi e minuti. Qui il tempo ha un’altra consistenza, quando il caldo ti costringe a misurare i movimenti a respiri lenti e profondi ecco che la nostra società fatta di sudori freddi e di tecnologia evapora e diventa un flebile ricordo all’orizzonte della memoria.
Il campo base è un brulichio di gente, anziani giapponesi hanno una piccola città con letti tende e gabinetti…
“Abdo pensi che sia un problema se ci fermiamo un giorno in più?” Abdo sorride mi guarda, prende tempo lo so, qualcuno dei miei allarmato già inizia mugugnare. Più tranquilli gli altri, sanno che non sopporto facilmente i programmi che preparo con tanta fatica…
“Si può fare” sorride Abdo, ci conosciamo da tanti anni io e Abdo, yemenita aveva due anni quando suo padre si trasferì in Etiopia, il commercio poi il turismo con Maria Pia e l’agenzia Antichi Splendori a Torino, Splendor Tour ad Addis so che dietro quel si può fare c’è per lui una sicura convenienza economica.
Si va a letto presto, stelle sulla nostra testa… Qualche cammello grugnisce, uomini Afar chiacchierano e si raccontano storie intorno ad un fuoco mentre con un bastoncino si puliscono e affilano i denti… Il risveglio è previsto per le 4, meglio affrontare la camminata che ci porterà all’Erta Ale con il buio della notte.
Cosa: vulcano Erta Ale
Dove: Corno d’Africa, Etiopia, Dancalia
Difficoltà: Alta per le macchine, medio bassa per gli uomini
E’ necessario un buon grado di adattamento.
Per organizzare il vostro viaggio in Etiopia potete scrivere a: vittore@vittorebuzzi.it o viaggio Etiopia
Cosa: Spedizione fotografica in Dancalia e a Lalibela alla scoperta dell’Etiopia cosa portare in viaggio
Quando: dal 14 gennaio 2011 al 26 o al 30 gennaio 2011
Punti di interesse: Erta Ale, Dallol e le carovane del sale, Afar, Makallè e la festa di San Giorgio a Lalibela
Info e prezzi: Qui info e prezzi su viaggio Etiopia
Chi: Vittore Buzzi Fotografo e Antichi Splendori Tour Operator
Il viaggio in Dancalia è ormai alle porte. Archiviata con successo e felicità l’esperienza in Asia con il Bhutan, mi sono ri – immerso nella quotidianità milanese. Il corri corri frenetico della grande città ha iniziato a darmi fastidio e ho subito il richiamo del deserto Dancalo e la spirtualità incontaminata di Lalibela.
Il caso ha poi voluto che capitasse in Italia Aklilù un padre cappuccino che mi aveva ospitato nel corso della mia lunga permanenza in Etiopia dello scorso anno, poi a sorpresa son arrivati i comboniani con una intervista alla loro Afriradio proprio sull’Etiopia.
Ethiopia – Images by Vittore Buzzi
Insomma al di fuori del programma di viaggio che potete trovare qui: Viaggio Etiopia
Volevo dare qualche consiglio sull’equipaggiamento e le cose necessarie da portare in un viaggio che affronterà situazioni climatiche non banali dall’ìinfuocato deserto Dancalo ai 2600 metri di Lalibela.
Prima di tutto bisogna ricordarsi che siamo ne pressi dell’equatore e qui il sole morde. Quindi iniziamo.
EQUPAGGIAMENTO PER IL VIAGGIO IN DANCALIA E LALIBELA
Vuoi contattare l’autore? Vuoi organizzare un Tour dell’Etiopia su misura? —> Contatti
Ti interessa viaggiare in Etiopia? —> Qui il prossimo viaggio in Etiopia
Vuoi vedere altre destinazioni in Africa con Vittore Buzzi —> Viaggi Africa
Siete delle testate giornalistiche o tour operator ed avete bisogno di foto o articoli sull’Etiopia —> Contatti o Photo Agency
Addis Abeba (in Amarico = Nuovo Fiore) è una capitale giovane. Nata nel per volere di Menelik II e della regina Taitu nel 1886 ai piedi del monte Entoto già qualche anno dopo sembrava sull’orlo della scomparsa… Salvata dagli alberi di Eucalipto che con la loro crescita veloce riuscirono a fornire legna da ardere per riscaldare i suoi abitanti si è trasformata in pochi anni da villaggio che ospitava la corte etiope in una grande capitale africana.

Ogni volta che arrivo ad Addis Abeba (in inglese Addis Ababa) la città è in fermento e tutta un fiorire di cantieri, frutto del nuovo faticoso corso industriale dell’Etiopia voluto dal presidente appena rieletto Meles Zenawi che ha identificato nello sviluppo di una industria del cemento uno dei capisaldi che potranno portare l’Etiopia ad essere una delle nazioni protagoniste dell’Africa del 2000.
Churchill Avenue è spesso bloccata nelle ore di punta del mattino e della sera, sembra che i cinque milioni di abitanti di Addis Abeba si diano appuntamento qui due volte al giorno per rendere omaggio ai palazzi del potere, scintillanti protetti da vetrate a specchio, dal ronzio dell’aria condizionata e da centinaia di militari che bivaccano pigri nei giardini antistanti…
Si perché come ogni megalopoli africana che si rispetti anche Addis Abeba ha le sue due anime, le sue due velocità e suoi due mondi così vicini fisicamente che si toccano si strusciano e che convivono sotto il cielo dell’Africa ma che sono così distanti da non incontrarsi mai.

Così di fianco al decrepito monumento del Derg ricordo degli orrori di un social marxismo comunismo frettoloso condito di violenze genocidi e deportazioni sonnecchia pigro l’edificio della Banca centrale dell’Etiopia, più in là il nuovo palazzo delle telecomunicazioni saluta quello vecchio addobbato di cartelli alla ricerca affannosa di nuovi affittuari. Infine Churchill Avenue si riversa in Gambia street salutando il fatiscente Ras Hotel e la chiesa cattolica del Santo Salvatore prima di spegnersi nel piazzale della stazione, dove la mitica ferrovia che porta a Gibuti giace bloccata ormai da troppi anni (funziona ormai solo il tratto Dire Dawa – Gibuti – 2010 ). Come ogni economia in sviluppo troppo veloce il treno cade presto in disuso in favore della ruota e dell’asfalto percorsi già visti in un passato non troppo lontano anche da noi…

Etiopia, Ethiopia, Addis Abeba
In colonna BMW e Mercedes si mescolano alle immancabili Toyota ai camion ISUZU e a Taxi collettivi con i loro autisti intenti a suonare il clacson e con i bigliettai che si sporgono urlando la destinazione nel tentativo di raccattare quanti più passeggeri possibili… Sul ciglio delle strade va in scena la vita quotidiana di quegli etiopi che attirati dalle sirene di Addis Abeba si sono trovati sradicati dai loro villaggi e bloccati in una vita che non è la loro in un continuo presente che li porta a soggiornare nelle aiuole della città.
In occasione delle grandi parate e delle visite dei capi di stato internazionali vengono sgombrati in maniera rude, poi ritornano perché in fondo il male certo è forse meglio di un mondo incerto che non vogliono percorrere.
Addis Abeba è anche le scuole con i bambini che corrono felici, i licei le università i grandi ospedali, gli alberghi fra i più lussuosi d’Africa, le ambasciate e i centri religiosi, i musei e il Merkato… La gente sorridente e accogliente, qualche furbetto lesto di mano…

Etiopia, Ethiopia, Addis Abeba
L’unica cosa che sembra mancare in città sono i cinesi che invece abbondano in tutta l’Etiopia intenti a costruire gran parte delle infrastrutture di cui un paese in via di sviluppo ha bisogno in cambio di ricchi contratti di sfruttamento minerario.

Etiopia, Ethiopia, Addis Abeba
Paradossalmente uno stato Africano in via di sviluppo con un governo stabile e intraprendete è un ottimo affare anche per le multinazionali straniere sempre pronte ad approfittare dei flussi di denaro della cooperazione internazionale e dalla Banca Mondiale e questo Meles Zenawi lo ha capito benissimo con il suo 98,5% di consenso popolare incassato a maggio 2010. Lo hanno capito da tempo anche aziende italiane attive in Etiopia da parecchi anni e impegnate nelle grandi opere.
Vuoi contattare l’autore? Vuoi organizzare un Tour dell’Etiopia su misura? —> Contatti
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Vuoi vedere altre destinazioni in Africa con Vittore Buzzi —> Viaggi Africa
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Per chi: turisti e viaggiatori che si recano in Etiopia
Che cosa: organizzazione viaggio in Etiopia
Link: http://www.antichisplendori.it/ , http://www.splendor.com.et/, Viaggi in Etiopia con Vittore Buzzi
Le guide più aggiornate in inglese: Ethiopia (Bradt Travel Guide), Lonley Planet Ethiopia Guide
Molto spesso ho sentito parlare a sproposito dell’Etiopia, alcune persone sostengono che viaggiare in Etiopia sia facile e poco costoso e che quindi non valga la pena passare per un Tour Operator, così come ho sentito che è possibile viaggiare in Etiopia con i trasporti locali, bisogna fare molta attenzione e chiarirsi prima di tutto:

Gondar, Ethiopia, Timket, Timkat
Iniziamo con il chiarirci su alcuni concetti di base:
Per questo mi sento di dirvi che appoggiarsi a un tour operator è cosa saggia, anche se viaggiate in maniera spartana o autonoma, non dovrete trovarvi a discutere con un driver che vi capisce poco o che cambia gli accordi.
Io personalmente posso consigliarvi: http://www.antichisplendori.it/ http://www.splendor.com.et/
sono due facce della stessa medaglia nel senso che Abdo (di Antichi Splendori tour operator Italiano parla Italiano e vi aiuterà ad organizzare il viaggio nei minimi dettagli) è socio di Getachew (Splendor tour operator legalmente riconosciuto dal governo etiope parla un ottimo inglese).
Sono in grado di assistervi e di proporvi pacchetti preconfezionati o viaggi su misura con guide parlanti italiano o inglese, vi assisteranno in caso di bisogno ed inoltre hanno il più bel lodge di Turmi ideale per le escursioni nella valle dell’Omo.

Bahir Dar,Lago Tana, Etiopia
Le guide più aggiornate in inglese: Ethiopia (Bradt Travel Guide), Lonley Planet Ethiopia Guide

Abba, Prete Cristiano Copto, Etiopia
Dove: 40 giorni viaggio in Etiopia
Chi: Vittore Buzzi Fotografo
Quando: 13 gennaio – 13 febbraio
Cosa: si avvicna la partenza
Il vento del viaggio inizia a spirare e a spazzare la mia vita… Dopo lunghi ed interminabili mesi di organizzazione il viaggio in Etiopia che mi vedrà impegnato per 40 giorni si avvicina inesorabilmente.
Come sempre sembra di non riuscire a fare tutto.
Per 18 giorni accompagnerò una scuola di fotografia lungo l’itinerario classico del nord ovest conosciuto anche come la: “Rotta Storica” faremo in modo di trovarci a Gondar per il Timkat (l’Epifania Copta). Poi i partecipanti al tour abbandoneranno l’Etiopia per ritornare in Italia e io mi fermerò per altri 22 giorni in cui avrò l’opportunità di documentare il prezioso lavoro umanitario di alcune ONG italiane e straniere che operano e sono presenti nel paese.
Un viaggio così lungo è lo spunto ideale per parlare di alcuni argomenti piuttosto importanti per chi si appresta a viaggi un po’ fuori dalle rotte classiche e ama affrontare i paesi anche senza il suppporto di tour operator, rischiando di graffiarsi un po’ riportando a casa piccole ferite ma anche piccole grandi storie.
Ci concentreremo su come ci si approccia a questo tipo di viaggi, come lo si prepara e cosa si mette nello zaino tenendo conto che io sono un fotografo di professione è ho la malaugurata felicità di portarmi dietro per 40 giorni uno zaino fotografico oltre al mio bagaglio essenziale.
40 giorni in Etiopia di cui 22 senza alberghi e ma di autobus, minibus, taxi improvvisati in cui ci si mescolerà alla gente e si proverà a sentire il polso di uno dei più bei paesi dell’Africa Orientale, ricco di storia, con paesaggi montani stupendi, un patrimonio artistico secondo solo a quello dell’Egitto.
Iniziamo dall’itinerario che seguirò: qui ci sono i primi 18 giorni del Viaggio in Etiopia. Poi seguiranno 22 giorni da solo con la vista ai progetti di Aiutare i Bambini, di Oasis e di Amici di Adua.
E’ l’occasione di parlare di come mi sono organizzato per esplorare l’Etiopia:
Poi ci sarà un’analisi di come il mio equpaggiamento di come le cose che mi sono portato dietro si sono comportate sul campo, cosa si ha funzionato e cosa no.
Chi mi conosce sa che ho cominciato a sorridere, perchè so che ci saranno grandi foto, storie e reportage come mi piace fare. Come mi porto dietro da qualsiasi parte del mondo e in particolare dall’Africa.
Poi ci sarà l’occasione per parlare del viaggio Bhutan…
Cosa: Viaggi fotografici legati ad eventi religiosi in Etiopia, India e Bhutan
Quando: 2010
Chi: Vittore Buzzi Fotografo
Il 2010 sarà un anno di grandi viaggi legati alla religione e alle celebrazioni che attirano ancora sterminate folle di persone, sarò in Etiopia per il Timkat a Gondar, poi in India a Haridwar per il Kumbhamela (Kumbha Mela) e infine sarà la volta del Bhutan. Cristianesimo, induismo e buddismo, tre grandi religioni, tre grandi eventi per il 2010.
I viaggi saranno accompagnati da Vittore Buzzi fotografo di reportage di alto livello di cui potete vedere qualche foto dei viaggi passati.
Viaggio Etiopia 13 gennaio – 30 gennaio 2010
Durata: 18 giorni
Tipologia: Spedizione fotografica con corso di fotografia
Itinerario: Rotta Storica e Timkat a Gondar
Scheda del Viaggio in Etiopia
Una spedizione fotografica per la festa del Timkat (o Timket epifania copta il battesimo di Cristo). Sarà il primo contatto con l’Etiopia è organizzato con Antichi Splendori leader per i viaggi in Etiopia. Percorreremo la Rotta Storica del Nord Ovest, e ci troveremo a Gondar durante la celebrazione del Timkat il 18 gennaio 2010. Nel tardo pomeriggio, inizio dei preparativi che precedono la cerimonia religiosa del battesimo (FESTA DEL TIMKET). Da tutte le chiese di Gondar , escono in processione i preti, addobbati con ricche vesti cerimoniali e ombrelli intessuti di fili d’oro, portando il “Tabot” in legno o pietra ricoperto di vari strati di stoffa di seta. Il Tabot rappresenta l’Arca dell’Alleanza con i 10 Comandamenti. I preti per tutta la notte pregano, cantano e suonano con tamburi e strumenti locali, dondolando l’incensiere dal quale esce il profumo dell’incenso che invade l’aria. I preti benedicono l’acqua intorno ad una piscina o del fiume o del lago dove avrà luogo la celebrazione il giorno successivo, e per tutta la notte pregano, mentre migliaia di pellegrini, tra i quali molte donne vestite di candido cotone, arrivano da ogni parte del Paese, camminando anche per giorni e giorni per poter partecipare a questo momento eclatante. L’insieme sembra un esodo biblico e per tutta la notte, continuano a festeggiare con canti e danze. Le celebrazioni hanno il culmine all’alba, quando il patriarca immerge la croce d’oro e una candela consacrata nella piscina costruita da re Fasilidas. Poi benedice i fedeli con la medesima acqua, in ricordo del battesimo di Gesù. Molti fedeli si buttano nell’acqua in segno di rinnovamento della propria fede. Dopo il battesimo i “Tabots” vengono riportati nelle chiese, mentre i fedeli continuano a festeggiare con canti e danze, mangiando e bevendo all’interno delle loro case.
Finto questo viaggio con corso di fotografia mi fermerò altri 20 giorni in Etiopia per conto mio per rendermi meglio conto della situazione del paese, documenterò il lavoro di alcune ONG presenti in Etiopia che si occupano di progetti relativi ai bambini.
Nel 2011, sempre con Antichi Splendori verrà proposto un nuovo viaggio in Etiopia.
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