Cosa: Come rimanere creativi
Per chi: Fotografi che vogliono continuare ad evolvere
Molti mi chiedono come fare a migliorare le loro fotografie. Si aspettano che io abbia una ricetta segreta che una volta svelata li renda dei fotografi migliori.
In realtà non ho nessuna ricetta segreta per rimanere creativo ho una metodologia precisa ed efficace che fa si che io rimanga curioso e attivo.

Come faccio? Ecco svelato:

Così piano piano introduco delle nuove immagini nel modo di fotografare, delle nuove inquadrature. Così quando mi trovo sul campo diventa per me più facile tirare fuori qualcosa di buono.

E’ si perché il controluce si cerca e si realizza…

Cosa: Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2
Per chi: Ottica eccellente per architettura, ritratto, reportage, meno per il matrimonio e scene di grande movimento
Pro: qualità dell’immagine insuperata, costruzione solida e con un’anima, grande luminosità eccellente in condizioni di poca luce o di interni, rapporto qualità / prezzo molto buono
Contro: No autofocus, peso
Sono nato e cresciuto con il 28mm era la mia ottica preferita, così come sapete da un po’ di tempo mi sono comprato un Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2, con un po’ di titubanza l’ho messo al lavoro.
Prima nel corso di un anniversario di matrimonio con foto in chiesa e a cena poi durante una sessione di prove di un complesso blues.
Così dopo circa 500 foto scattate con questo mio nuovo acquisto e dopo averlo testato non solo per divertimento sono in grado di parlarvene sotto un punto di vista strettamente professionale.
Partiamo dal prezzo il Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2 costa circa 1.000 Euro è un prezzo intermedio confrontato con le due ultraluminose ottiche Nikon il 35mm f 1.4 (1.700 euro ) e il 24 f1.4 (2.200 Euro) che spero di provare a breve.
Devo dire che Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2 si è comportato egregiamente sul campo e che sicuramente la mancanza più grande è stata l’autofocus. Non c’è niente da fare l’autofocus delle machine professionali di nuova generazione e molto più veloce e preciso di noi.
il mio Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2 richiede un po’ di pratica e un po’ di manualità nella fotografia di matrimonio rimane relegato inevitabilmente sul secondo corpo. Ma è ottimo per fare piccoli ritratti ambientati e furbini in cui si sente un po’ il fotografo. Evitando le immagini, belle, ma banali che si possono ottenere con ottiche fisse di grande apertura come come il 50mm f 1.2 o l’ 85mm f 1.4 che grazie alla loro capacità di sfocatura tendono ad impigrire la creatività del fotografo.
Invece il bello del Carl Zeiss Distagon 28 mmm f 2 è che ti permette di calarti in un’altra dimensione più progettuale e pensata della foto.
In modo da creare delle immagini piene di appeal e pathos.
Cosa che con altre ottiche risulta più difficile. Ma la capacità di sfocatura qui è grande e ti viene una gran voglia di sfruttarla al massimo
Per non parlare poi dei colori… e del bokeh…
Ora si aprono davanti a me le vacanze di Pasqua e mi porterò solo la D700 con il mio Carl Zeiss Distagon 28mm f 2.0. Poi vedremo.
Ritorno dopo una estenuante fiera di Basilea, no non si trattava del Photoshow ma della fiera dell’oro e del gioiello.
Subito molti amici, colleghi e allievi mi hanno bombardato di domande e di opinioni sul Photoshow a Milano. Da chi lo ha trovato stupendo a chi lo ha visto appena accettabile a chi addirittura scadente.

Però una delle cose che mi ha colpito un po’ in maniera non piacevole è stato il fatto che molte persone mi hanno accennato alla loro volontà di comprare un po’ di materiale nuovo. Chi corpi macchina chi obiettivi. Sono rimasto un po’ sorpreso anche se su FB (http://www.facebook.com/pages/Vittore-Buzzi-Fotografo/146792108433) molti mi contattano solo per sapere che materiale utilizzo come se per fare delle belle foto serva solo comprarsi delle macchine fotografiche.

Voglio dirvi però alcune cose che forse è meglio che sappiate e che non riguardano solo me ma molti fotografi professionisti o di ricerca che si rapportano all’attrezzatura in maniera strumentale. Ovvero l’attrezzatura non è mai un fine ma un mezzo. Spesso poi quando partiamo per un viaggio o ci accingiamo a fare foto nella città preferiamo essere il più leggeri possibile.

Però cari amici, fotografi o foto amatori che siate le macchine fotografiche e gli obiettivi servono ma serve di più alzare le proprie chiappette e andare a fotografare.
Ragione per cui dopo l’assoluta follia dell’acquisto del 28mm Zeiss f 2 il prossimo acquisto sarà un bel biglietto del treno per andare a trovare una ONLUS di amici in Italia e terminare un lavoro che ho lasciato a metà. E’ si spendere tutto in attrezzatura poi non avere soldi per viaggiare o per prodursi qualche bel lavoro mi sembra una cosa quantomeno sconveniente.

Non prima di essermi comprato un bel biglietto per vedere una mostra fotografica… Insomma meditate a fondo quando vi viene un prurito al portafoglio quando vi sembra che vi serva della nuova attrezzatura, le mie macchine dureranno ancora qualche anno e ne hanno fatti di chilometri, hanno visto aerei e lavori…
Non fatevi incantare dalle sirene delle case fotografiche perchè rimarrete senza soldi e senza energie per fare foto; il mondo è fuori non nelle vostre borse fotografiche.
Insomma se proprio dovete investite per fotografare qui giusto giusto due idee:
Tornato dall’India e pieno di buona volontà stavo cercando un 28mm di grande apertura… Volevo un Nikon f 2.0 usato ma ho aspettato per mesi e niente si affacciava all’orizzonte. Si trattava di uno sfizio perché per esigenze strettamente di lavoro il 24-70mm Nikon è semplicemente una vera macchina da guerra, pesante è vero ma versatile molto inciso con una capacità molto buona di rendere i colori ma sopratutto VELOCE come mai può essere un obiettivo manuale.
Ma il fascino delle lenti Zeiss però ha qualcosa che non è descrivibile da grafici e test MTF è qualcosa che va al di là dei numeri è qualcosa che ti conquista, avevo qualche dubbio sul Distagon T* 2/28 per via della leggera vignettatura ad f 2.0.
Io sono un fotografo che ritiene che le gambe siano la cosa più importante per fotografare perché mi portano dove gli altri non osano.
Quando però ho avuto in mano il Distagon 28mm f 2.0 della Carl Zeiss ho capito che era stato costruito per durare una vita e oltre, tutto metallo con lenti grandi e bellissime e ho compiuto un atto di vero feticismo l’ho comprato contro ogni logica.
Ho usato per anni il 28 mm f 2.0 di Olympus è so che un’ottica che ti permette di tenere una certa distanza dal soggetto che fotografi e che è ottima per ritratti ambientati.
Subito l’ho montata sulla macchina e ho iniziato a fotografare.
Semplicemente una gioia per il mio occhio.
Insomma il mio atto di puro e vero feticismo mi ha poi subito portato a realizzare un po’ di immagini, sature e belle.
Non vedo l’ora di testare il mio Carl Zeiss 28mm f 2 Distagon sul campo nel corso di un lavoro vero.
Un’ottica sicuramente più lenta rispetto alle Nikon autofocus ma che ti impone di pensare e ti lascia più spazio creativo togliendoti dalla fretta e portandoti su di un piano più progettuale.
Il Carl Zeiss 28 mm Distagon f 2.0 con l’attacco ZF2 viene comandato dal mio corpo macchina Nikon D700 come tutte le Ottiche Nikon di ultima generazione, non ha l’autofocus ma poco importa.
Se non siete amanti dell’ottica ma volete solo i numeri qui travate un test completo fatto dai DXO lab: Test, prova, recensione tecnica Carl Zeiss, Distagon 28mm f 2.0
Qui se cerchi: Carl Zeiss 28mm f 2
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Tornato dall’Etiopia neanche il tempo di rifare le valigie ed ecco l’India. Ora però ci sarà un po’ di tempo per mettermi tranquillo e tornare alla normalità prima del Bhutan ad ottobre.

Un anno di corsa, intenso e bellissimo, vissuta all’insegna di viaggi intensi e toccanti.

Ho condiviso tanto ed ho avuto l’occasione di conoscere persone meravigliose.
Mi spiace di aver avuto così poco tempo…
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Ultime cose e poi via.
Finalmente torno in Etiopia, dolci piccole voglie di caldo, dei sapori forti e piccanti della cucina etiope.
Ethiopia – Images by Vittore Buzzi
Cosa: Viaggio fotografico a Varanasi (Benares) per vedere Shivaratri
Quando: 27 febbraio 2011 – 6 marzo 2011
Info: viaggio a Varanasi
Programma: viaggio a Varanasi PDF
Quest’anno al mio ritorno dall’Etiopia preparerò le valige per raggiungere Varanasi (l’antica Benares) ed andare ad assistere alla festività di Shivaratri.
Sarà un viaggio in cui non correremo da un monumento all’altro ma cercheremo di girovagare per le città (Delhi e Varanasi) facendoci sommergere dal loro caldo abbraccio.
Ci perderemo a fotografare e ci gusteremo una piccola fetta di India in serenità e con amore.
L’organizzazione tecnica è curata da Amitaba.
Cosa: Viaggio fotografico a Varanasi (Benares) per vedere Shivaratri
Quando: 27 febbraio 2011 – 6 marzo 2011
Info: viaggio a Varanasi
Programma: viaggio a Varanasi PDF
Lungo e interessante intervento di Francesco Zizola.
Da ascoltare e riflettere da un fotogiornalista italiano che stimo e apprezzo anche se non sono sempre d’accordo con lui.
Francesco Zizola ama il suo lavoro di foto giornalista e si interroga sulla professione.
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Finalmente vede la luce il nuovo sito interamente dedicato ai corsi fotografia milano con una ricca selezione di corsi fotografici, workshop di fotografia, viaggi fotografici. Per il fotoamatore o per il professionista che vuole scoprire o padroneggiare tecniche fotografiche, software specifici o aspetti del business della fotografia.
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Spesso quando un giovane fotografo o un fotoamatore mi chiede di visionare il portfolio va a cadermi sulle foto del carnevale a Venezia o foto della Serenissima. Devo mettere in guardia chiunque Venezia è una delle città più difficili al mondo da fotografare. Solo se si è dei fotografi completi si può tentare di avere un approccio alla città. Altrimenti si scade nel banale nel già visto. Tenendo conto che molti grandi fotografi si sono confrontati negli anni con Venezia trovando sempre dei punti di vista inaspettati. Penso a Paolo Monti, Berengo Gardin, a Moreno Gentili alle cartoline di Roiter solo per citarne alcuni.
Venice Obscura – Images by Photo Agency
Ho avuto la fortuna di vivere per un po’ a Venezia ho potuto girarmela senza macchina fotografica poi ci lavoro e scatto qualche matrimonio ogni anno.
Quando attraverso le calli o mi muovo in vaporetto vedo fotografi che si tirano dietro cavalletti e zaini pesanti come macigni improvvisati fotografi che insegnano ad improbabili workshop a poveracci che si perdono la gioia e la poesia di una città bellissima e discreta. Si perché il cuore di Venezia non si mostra al fotografo inesperto, Venezia è ritrosa ti aspetta al varco pronto a farti cadere nelle sue trappole, nei suoi labirinti di immagini.

Quindi pensate prima di scattare e pensate se vi sentite abbastanza forti come fotografi per fare delle foto a Venezia.
Se poi pensate di fare un workshop fotografico a Venezia accertatevi che si tratti di un autore affermato, la maggior parte di questi workshop di fotografia sono dei bidoni assoluti. Insegnanti deboli che hanno bisogno di soggetti forti. Come Venezia e come il suo carnevale per togliervi dalle tasche un po’ di soldi e lasciarvi con l’amaro in bocca.
Qui se sei interessato a: fotografo matrimonio Venezia, wedding photographer Venice