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Per saperne di più: Fotografi sulla fotografia, Photographer: An Independent Vision
, Changing New York
, Berenice Abbot su Wiki (in inglese)
Questo 9 dicembre Berenice Abbott avrebbe compiuto la bellezza di 102 anni, mi ha sempre colpito questa sua definizione del lavoro del fotografo (o dell’artista in generale) questa urgenza di fotografare non come esercizio di narcisismo solitario ma come testimonianza di futuro. Si perché la fotografia è un cortocircuito del tempo è questa la sua poetica bellezza. E’ passato, è testimonianza di un presente e presagio di futuro.

Abbott Barber School
La vita di Berenice Abbott è stata piena e ricca di commistioni artistiche che dalla scultura la hanno portata alla fotografia lungo le rotte del mondo con l’Europa alle spalle e l’America davanti. La storia della fotografia però non la ricorda solo per il suo lavoro (grande autrice e fotografa che ha saputo testimoniare New York dagli anni 30 in avanti) fotografico ma per averci restituito la memoria di uno dei grandi TITANI della fotografia Eugène Atget.

Abbott Rockefeller
Questa sua dedizione al suo lavoro ed ad un autore che rischiava di rimanere dimenticato la porta ad interrogarsi sulla fotografia, a riconoscere e a pensare all’atto fotografico come una azione consapevole e voluta volta a testimoniare il tempo. Quindi la visione del fotografo come INTERPRETE del reale non come mero registratore di quello che gli si para davanti.

Abbott Depeyster
Questo ci porta ad interrogarci sul perché fotografiamo, su quale significato hanno le nostre foto su cosa ci muove ci spinge.
Forse è ora di parlare meno di Megapixel, di Ram e di numeri f e di recuperare SIGNIFICATO.
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